Vino in anfora: il vero sapore dell’uva

CERCA PRODOTTO
 
Vino in anfora: il vero sapore dell’uva

La scoperta del vino in anfora

Non potevamo cominciare questa avventura senza rendere omaggio alla vinificazione del vino in anfora, da cui ovviamente ha tratto ispirazione il nome della nostra enoteca.
Fin dal nostro primo assaggio, avvenuto ormai qualche anno fa, è stato amore a prima vista: la riscoperta del vero sapore del vino.

Ribolla Gialla Gravner

Quasi tutte le enoteche di un certo pregio forniscono ai propri clienti interessanti etichette di produttori che hanno intrapreso questa particolare vinificazione. La tendenza, infatti, vede sempre più l’affermarsi nel mercato vitivinicolo di questi prodotti. Spesso, però, il vino in anfora è offerto senza le dovute attenzioni che merita, magari è esposto con altre bottiglie appartenenti allo stesso vitigno o blend. Noi abbiamo preferito dargli un posto ben preciso nel nostro negozio, poiché è un vino in grado di superare il concetto di biologico e biodinamico.

In questo articolo, vogliamo riportare un po’ di informazioni che potranno aiutarti ad apprezzare e degustare correttamente questi vini.

Un po’ di storia

Il vino in anfora: un po' di storia

Dai libri di storia ai documentari in TV, passando per i colossal del cinema, abbiamo un po’ tutti appreso che anticamente il mezzo di conservazione e trasporto più conveniente per i cibi e le bevande era l’anfora di terracotta.

Il vino era una delle merci più preziose contenute in questi recipienti utilizzati, con varie forme, finché il vetro non prese il sopravvento. Quindi, possiamo dire che l’anfora, come contenitore per il vino e non semplicemente come oggetto per la mescita, è stata usata con continuità nella storia. Dai Fenici all’alto medioevo, passando per gli Etruschi, i Cartaginesi, i Greci e i Romani. Da quel momento in poi, almeno in buona parte dell’occidente, se ne perse l’uso e probabilmente anche la tecnica di costruzione. La tradizione si mantenne solo in alcune regioni della penisola Iberica ed in Puglia, con il nome e le fattezze del capasone.

Dopo secoli di uso dell’anfora di terracotta per la vinificazione, con eccellenze di produzione raggiunte in paesi come la Georgia e l’Armenia, si cominciò ad usare il legno nella forma della botte. Inizialmente nell’Europa settentrionale e poi ad estendersi nel resto del continente.

I vantaggi della vinificazione in anfora

Il vino in anfora: i vantaggi della vinificazione in anfora
  • Isolamento termico: la terracotta, specie quando viene interrata, fornisce un’elevata capacità di isolamento termico senza dubbio migliore di quella dell’acciaio e del cemento.
  • Micro ossigenazione controllata: la cottura a temperatura controllata delle anfore, permette di ottenere un grado di porosità dell’argilla che minimizza a piacimento l’ossigenazione del vino e quindi il suo rischio di ossidarsi.
  • Pulizia: ad ogni ciclo produttivo, il quantitativo di liquido che penetra nel materiale è del tutto superficiale, rendendo piuttosto semplice il processo di pulizia dell’anfora.
  • Conservazione dei sentori varietali: non risente dei problemi elettrostatici dell’acciaio, né conferisce al vino particolari aromi e tannini specifici del legno. Diventa quindi un contenitore ideale per evidenziare e conservare i profumi varietali del vino e far emergere la tipicità dei vigneti e dei territori su cui sono coltivati.
Seguici e metti like:
Telefono: 0689237232
Roma, 00165
Via Innocenzo XI, 48
ItalianoEnglishFrançaisDeutschDanskEspañolMagyarNederlandsPortuguês
0