Cosa sono i vini Biologici e Biodinamici?

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Cosa sono i vini Biologici e Biodinamici?

Vini naturali biologici e biodinamici

Negli ultimi anni, l’attenzione e la consapevolezza dei consumatori sui processi di produzione dei prodotti alimentari è aumentata. In tutti i campi, alimentari e non, i produttori si stanno adeguando alle nuove necessità richieste dal mercato e, in taluni casi, stanno trovando giovamenti finanziari dovuti alla maggiore sostenibilità introdotta nei loro processi.
La cultura del biologico e del biodinamico, in particolare, è diventata un segno distintivo per tutti quei produttori che hanno la pazienza e la voglia di immettere sul mercato dei cibi e delle bevande il più possibile naturali.

Vediamo in dettaglio cosa significano queste diciture che spesso sentiamo mentre parliamo di una certa etichetta di vino o più in generale come metodo produttivo di una particolare cantina. Inoltre, andremo ad identificare quei simboli caratteristici stampati sulle etichette o retro etichette delle bottiglie e che indicano appunto un vino biologico.

I vini naturali

Pratiche di agricoltura biologica

In generale il vino si definisce “naturale” quando è prodotto senza manipolazioni artificiali ed aggiunte di additivi chimici sia sul terreno, che sulle piante che nelle cantine ed in tutto il processo di produzione del vino.

Sono quindi proibiti l’uso di prodotti come pesticidi, fertilizzanti chimici ed ormoni, lieviti chimici a supporto della fermentazione e additivi chimici usati in alcuni casi per esempio durante la chiarifica ed il filtraggio del vino. Sono, invece, consentiti i concimi naturali a base di letame o compost vegetale, i lieviti naturali presenti originariamente sugli acini di uva e sulla pianta e i metodi di lotta naturale contro insetti e parassiti, ad esempio mediante l’uso di insetti “buoni” e prodotti a base di rame e zolfo in basse quantità.

Sfatiamo, invece, il mito sull’anidride solforosa o biossido di zolfo, i cosiddetti solfiti disciolti nel vino con proprietà antisettiche e stabilizzanti. I vini naturali hanno pur sempre una piccola quantità di solfiti, seppur minima. Le organizzazioni di produttori di vino naturale in Italia, come ad esempio VinNatur e ViniVeri, stabiliscono mediante autoregolamentazione che l’anidride solforosa disciolta non possa essere più di:

  • 30 mg/l per i vini rossi e rosati
  • 50 mg/l per i vini bianchi
  • 100 mg/l per i vini dolci

Stiamo comunque parlando di quantità davvero basse visto e considerato che il limite di legge in Italia è di 160 mg/l per i rossi, 220 mg/l per i bianchi e i rosati e ben 400 mg/l per i vini dolci.

I vini biologici

Pratiche di agricoltura biodinamica

Per il vino biologico esiste una normativa ufficiale di riferimento che disciplina e regolamenta la coltivazione e la vinificazione.
Anche in questo caso, l’uso di prodotti chimici di sintesi contro gli insetti e i parassiti è proibito, mentre è consentito l’uso del rame e dello zolfo. Ovviamente non sono assolutamente consentiti metodi OGM. Per quanto riguarda i lieviti, invece, è possibile usare lieviti non indigeni e addirittura, in maniera controllata, additivi chimici. In questo aspetto, quindi, un vino biologico potrebbe differire da quello naturale.

Altro elemento importante della normativa per fregiarsi del caratteristico logo “BIO” è quello della quantità di solfiti che possono essere disciolti nel vino e che non possono superare i limiti di: 100 mg/l per i vini rossi e di 150 mg/l per i bianchi ed i rosati.

Simbolo del vino Biologico

Potrete facilmente riconoscere un vino biologico che segue il disciplinare dalla caratteristica foglia stellata su campo verde che trovate in genere sul retro etichetta.

I vini biodinamici

Il vino biodinamico non è solo un processo a cui attenersi durante la coltivazione e la produzione del vino, ma è una vera è propria filosofia da vivere in armonia con la natura ed in particolare con la vigna. Si fonda sul rispetto del corso naturale delle stagioni ed in particolare delle fasi lunari. Tende quindi ad aumentare le energie vitali della pianta con metodi del tutto naturali ed evitando qualsiasi forzatura che potrebbe anche aumentare le rese, ma andrebbe a scapito della qualità.

Tuttavia, così come per il vino naturale, non esiste un vero e proprio disciplinare, ma ci sono degli standard a cui gli agricoltori e i produttori si attengono. Questi standard stabiliscono che:

  • la raccolta delle uve deve avvenire in modo manuale;
  • sono consentiti solo i lieviti indigeni presenti sulle bucce degli acini d’uva e sulla pianta, sia durante la vinificazione che per l’affinamento;
  • non è possibile aumentare il grado alcolico naturale con l’aggiunta di zuccheri o altri additivi;
  • è proibito l’utilizzo di prodotti di origine animale;
  • non è consentito l’uso di tappi in silicone;
  • è minimizzato l’uso di macchinari;
  • la massima anidride solforosa permessa è di 70 mg/l per i vini rossi, 90 mg/l per i vini bianchi e 60 mg/l per quelli frizzanti.

In definitiva, i vini biologici e biodinamici rappresentano vini di grande qualità che hanno diritto ad un posto di primo ordine in enoteca. Inoltre, vista la grande esperienza e perizia necessari per produrli, non dovrebbero essere minimizzati con la frase, usata forse con un pizzico di cattiveria, di “vino del contadino”. I vini biologici e biodinamici sono un arricchimento della varietà di etichette che è possibile degustare.


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