Cantine

CERCA PRODOTTO
 

Siamo continuamente alla ricerca di vini di qualità, siano essi prodotti da aziende vitivinicole dai grandi nomi e conosciute dalla maggior parte degli appassionati di vino o dalle piccole realtà locali.

Abbiamo come obiettivo quello di accrescere sempre più la nostra lista delle cantine per offrirvi una grande scelta di etichette che possano soddisfare i vostri gusti.

Poniamo un’attenzione particolare verso i vini biologici e biodinamici, poiché crediamo fermamente nella genuinità della materia prima, e ricerchiamo prodotti che siano vinificati con metodi naturali ed ancestrali, come i nostri avi erano soliti fare sfruttando le proprietà delle anfore.

Adanti

L'Azienda Agricola Adanti è una delle cantine storiche dell’area Montefalco in Umbria, famosa per la produzione di vini tutelati quali il Sagrantino e il Montefalco Rosso.
Ricopre circa 40 ettari di terreno, di cui 30 a vigneto e 10 a oliveto, situati nelle zone collinari di Arquata e di Colcimino, famose sin dall’antichità per l’alta qualità dell’olio e del vino.
L’azienda nasce negli anni 60 del secolo scorso, dall’intuizione di Domenico Adanti, che decide di acquistare la villa di Arquata allo scopo di crearvi una cantina moderna puntando ad una produzione di vino di alta qualità. Inizia così la ristrutturazione del vecchio convento dei Frati Celestini, sorto sui resti del periodo romano e poi del tardo rinascimento, effettuando contemporaneamente il reimpianto dei vecchi vigneti e l’impianto di nuovi.
La cantina produce soprattutto vini rossi da vitigni autoctoni, come il Sagrantino di Montefalco Docg Secco e Passito, e poi il Montefalco Rosso Doc e l’Arquata Rosso dell’Umbria Igt, ma continua a produrre anche caratteristici vini bianchi quali il Grechetto dei Colli Martani e il Montefalco Bianco Doc.
Le uve utilizzate, principalmente di varietà Sagrantino e Sangiovese, ma anche Cabernet, Barbera, Grechetto e Merlot, provengono esclusivamente dai vigneti di proprietà.
Le attuali proprietarie dell’azienda, le sorelle Daniela e Donatella Adanti, continuano ancora oggi a mirare ad una produzione selezionata di vini e olio extra vergine di oliva di qualità, rivolgendo costantemente la massima cura ad ogni prodotto, nel rispetto del territorio e delle sue antiche tradizioni.

Annesanti

La cantina Annesanti, tutta a conduzione familiare, è composta da una ventina di ettari di terreno, nel comune di Arrone, a pochissimi chilometri dalla Cascata delle Marmore, nel cuore della Valnerina.
Come quasi tutte le proprietà contadine di una volta, che puntavano all’autosostentamento, incorpora dei terreni coltivati ad olivo, seminativi per la produzione di cereali e legumi e terreni vitati.
L'obiettivo di questa cantina non consiste semplicemente nel produrre vino e venderlo,ma nel realizzare attraverso il vino stesso una rete che promuova e valorizzi l’arte, la storia, le tradizioni e il senso di appartenenza ad un territorio unico come la Valnerina.

Antonutti

Quasi cento anni di storia e quattro generazioni di cura per la Casa Vinicola Antonutti, nata nel 1921, ed oggi guidata con passione da Adriana e Lino, Caterina, Nicola e Riccardo. Una cinquantina di ettari per una realtà nel cuore delle Grave del Friuli.

Una zona, quella del Friuli Grave che copre più della metà dell’estensione viticola del Friuli Venezia Giulia, in cui i fiumi Meduna, Cellina e Tagliamento, hanno depositato enormi quantità di materiale calcareo-dolomitico trascinandolo a valle. Una zona riparata dai venti provenienti dal nord che beneficia però dell’effetto del mare a pochi kilometri. Le uve nascono in Barbeano, territorio dai terreni sassosi in cui è esaltata l’escursione termica: ciò permette di beneficiare di una vendemmia protratta e di una raccolta di uve con una spiccata dotazione di aromi e profumi.

Argiolas

Quella della cantina Argiolas è una storia che comincia agli inizi del '900, a Serdiana, terra di agricoltori, di oliveti e vigne.
Qui, nel 1906, nasce Antonio, il patriarca. È lui che inizia a impiantare filari, a unire vigna a vigna, a produrre cercando la qualità, con rigore. I suoi due figli, Franco e Giuseppe ereditano da lui questa passione e a loro volta la condividono e la trasmettono, prima alle mogli Pina e Marianna, e quindi ai figli.
Oggi nella cantina lavora già la terza generazione degli Argiolas: quella dei nipoti di Antonio. In fondo è semplice: vendemmia dopo vendemmia, dai genitori ai figli, la tradizione si tramanda.
Sono ben cinque le tenute possedute dall'azienda Argiolas: Serdiana, Sisini, Sa Tanca, Bingias Beccias e Porto Pino.
La tenuta di Serdiana si estende per circa 20 ettari nelle campagne di Sibiola, territorio del Comune di Serdiana e 45 ettari nelle zone del Parteolla, in posizione collinare con una altitudine compresa tra i 300 ed i 350 metri sul livello del mare.
La tenuta di Sisini si estende per circa 60 ettari nelle colline del Comune di Siurgus. Presenta terreni derivanti da marne arenarie e calcari marnosi del miocene con relativi depositi colluviali, ad una altitudine compresa tra i 250 ed i 300 metri sul livello del mare.
La tenuta Sa Tanca si estende per circa 80 ettari sui rilievi originatisi dai calcari grossolani del Miocene compresi nei territoridi Selegas e Guamaggiore. Presenta terre brune e regolari e buona permeabilità associate a terre bianche con grande presenza di calcare.S ituata ad una altitudine compresa tra i 200 ed i 350 metri sul livello del mare, gode di un microclima privilegiato con piogge intense e distribuite lungo l'arco dell'anno, ma sopratutto con degli sbalzi termici ottimali per lo sviluppo e il mantenimento delle sostanze coloranti ed aromatiche. Ospita, oltre alle varietà tradizionali -Cannonau, Monica, Bovale Sardo, Carignano, Vermentino, Malvasia Bianca- anche il più vasto campo sperimentale aziendale.
La tenuta di Vigne Vecchie si estende per circa 60 ettari sulle colline antistanti il Comune di Selegas. Posizionata su un rilievo calcareo e marnoso del Miocene, presenta sia terreni bruni e profondi che terreni con forte presenza di calcare.
Ed infine, la tenuta di Porto Pino si estende per circa 15 ettari lungo la fascia litorale che si affaccia sul golfo di Palmas, dai 200 ai 700 metri dal mare. Gode di un microclima particolarmente felice grazie all'azione mitigante dei venti e dei grandi sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte, che permettono un ideale sviluppo delle sostanze fenoliche e contribuiscono a farne il luogo ideale per la coltivazione del Carignano.

Barone di Serramarrocco

L'azienda agricola Serramarrocco è oggi composta da una superficie di circa 60 ettari, di cui 22 riconvertiti in vigneto sulla base di un'indagine preliminare di microzonazione, che ha consentito di identificare, al meglio, il rapporto tra territorio e caratterizzazione dei vini.

Nel 1624 Don Giovanni Antonio Marrocco y Orioles, Signore di Serramarrocco e Capitano di Giustizia di Salemi, si distinse nell’intento di salvare la popolazione dalla peste che devastò la Sicilia a quel tempo.
Per il coraggio e l'abnegazione dimostrata, Sua Maestà il Re Filippo IV di Spagna e di Sicilia elevò la signoria di Serramarrocco in Baronìa “con mero e misto imperio”, concedendo lo stesso privilegio su un “feudo reale” già noto allora per l’estensione dei vigneti e la qualità delle loro uve, destinate secondo la tradizione, alla produzione dei vini per la Real Corte di Sicilia.
Da quelle stesse terre, nascono i vini di Serramarrocco, dove dal 2001 Marco di Serramarrocco, dopo una carriera come Lloyd’s broker a Londra, è tornato ed ha iniziato il progetto di riordino fondiario del fulcro dell’ex feudo.

In virtù della tradizione vitivinicola, della proprietà, la Regione Sicilia ha voluto tutelare i vigneti sotto la denominazione “Vigna di Serramarrocco” come la prima vigna a Denominazione di Origine Protetta Erice e della provincia di Trapani.

Bepi Tosolini

La storia della Distilleria Bepi Tosolini ha inizio nel 1943, quando il friulano Bepi Tosolini, nato nel 1918, appassionato conoscitore della propria terra e dei suoi costumi, acceso sostenitore della propria regione e dei suoi prodotti, decide di creare una grappa diversa, trasformando un distillato semplice, umile e molto spesso rustico e ruvido in un prodotto destinato a un pubblico raffinato ed esigente.
Bepi fa costruire degli alambicchi a vapore con azionamento manuale, che ancora oggi vengono utilizzati in azienda e sono il vero segreto di un prodotto superlativo.
La tradizione è poi continuata prima con il figlio primogenito Giovanni, ed oggi con i nipoti Giuseppe, Bruno e Lisa, che lavorano insieme nell'azienda creata dal patriarca seguendone le orme e facendo crescere sempre di più il sogno di una grande famiglia. Da tre generazioni, dunque, ritmi e regole di produzione, affinamento e invecchiamento sono rimasti uguali, assecondando l’evoluzione dei prodotti e le nuove proposte dell’azienda.

Bertani

La casa vinicola Bertani nasce nel 1857 ad opera dei fratelli Giovan Battista e Gaetano Bertani, a Quinto di Valpantena, a nord di Verona.
Alta professionalità e qualità, intraprendenza commerciale e spirito innovativo, furono i tratti che distinsero fin da subito i due fratelli nel panorama veronese. Bertani fu tra le prime aziende in Italia a comprendere il valore del vino in bottiglia; grandi investimenti furono fatti fin da subito nelle vigne ed in cantina, per imbottigliare ed esportare la qualità italiana nel mondo con i vini Bertani, che già prima della fine dell’Ottocento attraversavano l’oceano Atlantico per essere apprezzati in molte città degli Stati Uniti.
La qualità dei vini Bertani seppe imporsi fin da allora per la sua ricercatezza, tanto da vedere il Soave presente nel menu per l’incoronazione di Giorgio VI d’Inghilterra nel 1937.
A metà del Novecento, con l’acquisizione di Tenuta Novare, in Valpolicella Classica, Bertani concretizza la ricerca lunga mezzo secolo, per produrre il "Vino", quello che nasce per durare per sempre. E’ qui, infatti, che inizia la storia dell’Amarone, vino simbolo del territorio da cui nasce, la cui prima annata risale al 1958.
Con più di 200 ettari di vigneto nelle aree più vocate del Veronese, oggi la Bertani è un’azienda solida con un costante aumento di distribuzione in Europa e nel mondo. Due le cantine storiche, quella di Grezzana, attuale sede e cuore pulsante dell’azienda dove si svolgono le attività di vinificazione, imbottigliamento e di spedizione, e Tenuta Novare ad Arbizzano di Negrar, nel cuore della Valpolicella Classica, culla di grandi rossi come l’Amarone e il Valpolicella Classico Superiore.

Boscarelli

La storia della cantina Boscarelli è quella di una piccola e virtuosa azienda di famiglia, nata nel 1962 per volere del fondatore Egidio Corradi. Il suo volere, splendidamente realizzato, era quello di produrre un vino nobile in grado di esaltare gli aromi ed i sapori della sua terra d’origine, le campagne intorno a Montepulciano in un angolo di Toscana chiamato Cervognano di Montepulciano.
La visione del fondatore fu poi portata avanti dalla figlia Paola Corradi e dal marito Ippolito De Ferrari, che negli anni ’60 divennero diedero lustro ai Poderi Boscarelli.
Ormai alla terza generazione, la passione per la produzione di uve selezionate e vini nobili è rimasta intatta. Attualmente, con graduali reimpianti, i 14 ettari di vigneti hanno raggiunto una densità media di circa 6000/7000 piante per ettaro ed una resa per ceppo di circa 1,2 kg di uva.
La principale coltivazione è basata sul Sangiovese, in minor quantità si ha il Canaiolo Colorino e Mammolo ed piccole quantità di Merlot e Cabernet.

Cantine San Marzano

San Marzano è un piccolo paese nel centro della doc Primitivo di Manduria, una striscia di terra baciata dai due mari nel Salento, lo Ionio e l’Adriatico. Nel 1962 la doc non è ancora nata, il Primitivo di Manduria è ben lontano dall’essere quel vino di culto, quale è diventato per gli amatori di vino. Eppure 19 vignaioli si uniscono per seguire un sogno e fondano Cantine San Marzano.
Nel 1982, viene nominato Presidente del C.d.A., Francesco Cavallo, personalità vulcanica e visionaria, che continua a sognare il futuro e sorvegliare il presente della cantina. Ininterrottamente sino ai nostri giorni è il vero timoniere della nostra realtà.
Nel 1996, le prime bottiglie escono finalmente dalla cantina, grazie ad un moderno impianto di imbottigliamento acquistato con l’impegno dei soci. Tale acquisto segna il passaggio dalla commodity al brand, dall’economia dello sfuso al rapporto diretto con il consumatore finale.
Oggi, Cantine San Marzano produce un vino che racconta lo spirito della viticoltura locale, il risultato più espressivo di questo amore antico di millenni tra il nostro popolo e l’uva di Primitivo in questa terra, che è diventato un nuovo "classico", il capostipite e l’esempio internazionalmente più amato e imitato, di un nuovo modo di fare vino.

Casale del Giglio

Per Antonio Santarelli Casale del Giglio era la tenuta di famiglia dove da bambino trascorreva i fine settimana e tentava poi le prime corse in motorino.
Ma, quando a venticinque anni inizia a collaborare in azienda con il padre Dino, avverte come quei terreni bonificati dell’Agro Pontino siano un’area vergine su cui poter tentare tutto il Nuovo possibile.

L’assenza di passato enologico diviene così lo stimolo determinante verso il massimo grado di libertà innovativa.
Chiama accanto a sé ampelografi e ricercatori universitari e nel 1985, con il padre Dino, dà vita a un progetto che pone a dimora sui suoi terreni quasi 60 diversi vitigni sperimentali.

Un’avventura complessa e rischiosa, mai tentata con questa scientificità, di cui diviene interprete l’enologo dell’azienda Paolo Tiefenthaler.

Avventura che ripaga però l’audacia con i primi importanti risultati sulle uve rosse Syrah e Petit Verdot e bianche come Sauvignon, Viognier e Petit Manseng, che danno vita a diverse etichette da monovitigno oppure da assemblaggio, sempre dall’interessante rapporto qualità-prezzo.

L’attuale produzione dell’azienda Casale del Giglio offre una gamma di 20 prodotti (bianchi, rosati e rossi, una Vendemmia Tardiva, tre grappe e un olio extra vergine).

Castello di Lispida

Nei vigneti della cantina Castello di Lispida non viene effettuata alcuna lavorazione del terreno, non si fa uso di diserbanti chimici e di concimi. L’erba che cresce nei filari viene falciata e lasciata sul posto, e nell’azienda sono stati distribuiti quasi 100 nidi , dove uccelli, insetti e pipistrelli trovano rifugio, accompagnando la crescita e la maturazione delle uve. Il terreno non viene sottoposto a nessun trattamento, non si utilizzano diserbanti e fertilizzanti chimici. Tutti questi accorgimenti hanno fatto meritare ai vini prodotti da questa cantina la menzione di vini "Triple A".

Cirelli

Cirelli è un’azienda agricola biologica certificata, circondata da 22 ettari di terreno. Tutta la sua produzione ruota intorno al rispetto dei cicli naturali, relativamente agli uliveti, ai vigneti, alle coltivazioni ortofrutticole e all’allevamento degli animali. La rotazione delle colture, il riposo dei terreni, la concimazione e il pascolo degli animali in libertà costituiscono alcune tappe fondamentali nel processo di produzione di vino in anfora, olio, ortaggi, frutta e carni dalla qualità eccezionale.
La cantina è lontana soltanto 8 km dal mare. Intorno, colline, vigneti e uliveti disegnano percorsi inediti nel paesaggio abruzzese di Atri.

Cottanera

L’Etna scorre nella linfa dei vigneti della cantina Cottanera, che sorgono sulla pietra lavica a 700 metri di altitudine. Le viti si intrecciano con il respiro del vulcano diventando espressione di un territorio unico, suggestivo e ricco di fascino. Nei vigneti quasi tutti gli interventi, compresa la vendemmia, sono fatti a mano da una squadra di 25 donne e il lavoro in cantina è guidato dall’amore per il vino che è cura del dettaglio ed espressione profonda del territorio.
Per i vini rossi, si coltivano sia vitigni della tradizione dell’Etna, come Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, sia vitigni internazionali come Merlot, Syrah, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Mondeuse. I vini bianchi, invece, sono espressione pura del vulcano: freschi, minerali con sentori floreali e di agrumi freschi. Anche in questo caso, si coltivano i vitigni autoctoni dell’Etna DOC Carricante e Catarratto, l’Inzolia e l’internazionale Viogner.

Ferrari

Con la sua viticoltura di montagna, il Trentino è una terra straordinariamente vocata per dar vita a bollicine di grande eleganza e complessità: l’alternarsi di giornate calde e notti fresche impreziosisce i grappoli, conferendo loro un arcobaleno di aromi e profumi.
In questo meraviglioso territorio nasce la cantina Ferrari grazie al fondatore Giulio Ferrari e al suo sogno di creare in Trentino un vino capace di confrontarsi con i migliori Champagne francesi.
La famiglia Lunelli guida adesso l’azienda con l’obiettivo di innovare nel solco della tradizione, portando Ferrari nel mondo quale ambasciatore dell’Arte di Vivere Italiana.
Ogni anno le più importanti guide del settore consacrano il Trentodoc della famiglia Lunelli ai vertici della produzione italiana. Wine Spectator, la bibbia internazionale del vino, definisce Ferrari "il più grande, il più antico e il più celebrato produttore di spumante Metodo Classico.

Feudo Principi di Butera

Il Feudo Principi di Butera si trova in provincia di Caltanissetta, nel cuore della Sicilia, riconosciuta ad oggi come una delle Regioni più interessanti d’Italia per le sue potenzialità in ambito vitivinicolo, soprattutto grazie alla produzione di grandi e prestigiosi vini rossi.
La storia del Feudo Principi di Butera è profondamente legata alla nobiltà della storia millenaria della Sicilia, l’antica Trinacria, che per la sua posizione geografica è stata crocevia di tutte le civiltà del Mediterraneo. Il nome Butera pare derivare dal Re Bute, il primo dei re dei Siculi, che con i Sicani e i coloni Greci abitarono anticamente questo eccezionale territorio strategico della Sicilia centro meridionale, al confine di tre civiltà.
L'antico Baglio del Feudo Principi di Butera, completamente restaurato nel rispetto delle sue strutture secolari, è tornato a vivere e agli intensi colori ocra delle sue mura gareggiano con gli incredibili azzurri e verdi della terra di Sicilia che lo circondano.
La Famiglia Zonin, proprietari della cantina, ha assunto così anche il ruolo di “custode” del territorio, convinta di avere una precisa responsabilità per la salvaguardia e la valorizzazione delle peculiarità storiche, architettoniche e paesaggistiche siciliane ed è oggi impegnata ad esaltare questa terra unica, ricca di sole e di profumi, producendo vini di classe mondiale che esprimano tutta l’anima e la forza della Sicilia.
La tenuta comprende 320 ettari di terra di cui oltre 170 vitati con nuovi impianti, in un terroir esclusivo, reso tale da un clima caldo e arido che ottimizza lo sviluppo e la perfetta maturazione delle uve, dalla brezza marina che infonde il suo influsso benefico sui vigneti ed infine dalla luce calda e forte, tipica della zona sud dell’isola.

Gravner

Josko Gravner è senza dubbio tra i più autorevoli produttori di vino in anfora. Convinto del fatto che cinquemila anni di storia vinicola non possano essere facilmente cancellati dagli ultimi decenni, ha optato per una cantina senza tecnologia moderna e senza effetti speciali. Ha creato uno spazio in cui, cullate dalla sua terra, le anfore provenienti dal Caucaso siano il mezzo con cui vinifica il suo eccellente prodotto.
La filosofia di Gravner è quella di accogliere la natura in tutte le sue manifestazioni e di trarne il meglio, anche quando il vento soffia in direzione contraria: perché nella natura c'è già tutto quello che serve. Il compito dell'uomo è solo quello di guidarla, curarla, anche servirla, quando è il momento. Ma soprattutto di frenare l'urgenza di intervenire, modificare, tagliare, costruire: a volte la natura ha bisogno di tempo, silenzo e inerzia.
L'azienda si compone di 32 ettari, di cui 15 attualmente vitati ed è situata ad Oslavia, una piccola frazione di Gorizia, in Friuli, tra le colline del Collio, a ridosso del confine con la Slovenia, a metà strada tra l'Adriatico e le Alpi Giulie.

Guido Berlucchi

Nel 1955 il giovane e vulcanico enotecnico Franco Ziliani divenne consulente del gentiluomo di campagna Guido Berlucchi. Berlucchi cercava un persona capace di migliorare il suo Pinot del Castello e trovò invece il partner per un’avventura di gusto che avrebbe modificato il destino della Franciacorta.
Franco Ziliani venne quindi eletto a padre del Franciacorta dai vignaioli locali ed ha condotto l’azienda Guido Berlucchi nel nuovo Millennio, un territorio di nuove e coinvolgenti sfide. Con la successiva generazione, la Guido Berlucchi è diventata un’azienda familiare fortemente radicata nel suo territorio ed è insieme alfiere del vessillo del Franciacorta e del made in Italy fuori dai confini nazionali.
Lunga è la strada prima che le uve diventino un Franciacorta. I grappoli di Chardonnay e Pinot Nero, raccolti a mano e sistemati in cassette da 20 chilogrammi, arrivano al centro di spremitura dove, divisi per lotti omogenei in base a varietà, a vigneto e caratteristiche analitiche, sono collocati in presse a piatto inclinato dove avviene la spremitura delicata e progressiva.
I mosti, limpidi e fragranti, sono frazionati in quattro selezioni e dopo la decantazione a freddo svolgono la fermentazione alcolica in tini d’acciaio inox o in barrique di rovere.
Alcuni vini base, dopo la fermentazione alcolica e, raramente, malo-lattica, sono sottoposti a bâtonnage, che aggiunge struttura e ricchezza aromatica. Le basi riposano quindi in acciaio o in legno, costantemente analizzate e degustate prima dell’assemblaggio.
A gennaio dell’anno seguente lo staff tecnico inizia le prove di assemblaggio. Dopo il tiraggio, le bottiglie sono accatastate nelle cantine storiche, custodite per il tempo della rifermentazione e della successiva maturazione sui lieviti, da 18 mesi fino a 6 anni. Al remuage e alla sboccatura segue un ulteriore affinamento, e la bottiglia è finalmente pronta per la degustazione.

i Cacciagalli

La cantina "i Cacciagalli" è localizzata nell'Alto Casertano, alle falde del vulcano spento di Roccamonfina, zona che gli antichi Romani chiamavano Campania Felix e che, ancora oggi, è capace di generare prodotti di grandissima qualità. L'azienda è stata fondata da Diana, agronomo che ha deciso di seguire pratiche rispettose e non invasive per la coltivazione della terra, e suo marito Mario, appassionato conoscitore di vino. Insieme hanno intrapreso quello che, prima ancora che un progetto aziendale, è un cammino di vita per condividere la passione comune per il vino e la terra.
Il nome scelto per l'azienda, i Cacciagalli, deriva da quello della masseria Cacciagalli, da generazioni appartenuta alla famiglia di Diana. Le terre, quindi, sono quelle di famiglia da sempre coltivate a vite, nocciolo, castagno ed olivo, l'esperienza è quella antica della tradizione da custodire e far rivivere ma, soprattutto, quella “nuova” della consapevolezza e del rispetto del territorio, dell'ambiente e della salute dell'uomo.
Il terreno di origine vulcanica rappresenta un'eccellenza geologica per la coltivazione della vite: i numerosi sali minerali, in particolare potassici che vi sono contenuti, svolgono, infatti, un benefico effetto sulle viti che si riflette nella qualità dei vini in produzione: eleganti, intensi, ricchi di profumi e sapori. In totale la cantina I Cacciagalli possiede 35 ettari di terreno, di cui 9 a vigna.

Kurtatsch

I vigneti della cantina Kurtatsch, nel comune di Cortaccia, si estendono ad un’altitudine compresa tra 220 e 900 m. La maggior parte di essi si trovano su ripidi pendii, sia nella zona Brenntal, una delle più calde in Sudtirolo, sia nella frazione di Corona a 900 metri di altitudine. Il terreno del territorio comunale è caratterizzato da una straordinaria varietà di strati. Inoltre, grazie alle differenti esposizioni dei terreni, i diversi vitigni trovano le migliori condizioni di coltura. Ogni vino è contraddistinto dal suo terroir, termine che racchiude tutte le caratteristiche climatiche, geologiche e geografiche.
La cantina Kurtatsch è costituita da 190 soci che coltivano 190 ettari di terreni, seguendo attentamente un rigido programma di qualità. Inizialmente, la sede della cantina, dal 1900 al 1923, era la tenuta Freienfeld, eretta nel 1521 al centro del paese. Ben presto però gli spazi risultarono insufficienti e fu costruita l’attuale sede sulla Strada del Vino. Oggi la cantina della tenuta ospita le barrique e l’archivio enologico ed è adibita ad ambiente per degustazioni esclusive.

La Monacesca

L’azienda Agricola La Monacesca è situata nel comune di Matelica, in Contrada Monacesca, a circa 4 Km dal centro abitato. Ha sede legale e operativa con deposito ed imbottigliamento nel comune di Potenza Picena, sempre nell’ambito della provincia di Macerata.
Il territorio dove è situata la cantina deve il suo nome all’insediamento, intorno all’anno 900 D.C., di un piccolo nucleo di monaci benedettini dell’ordine farfense che, in fuga dal nord-Italia per le persecuzioni Longobarde, decisero di stabilirsi in questo eremo costruendovi una piccola chiesa ed un convento: questa splendida landa quindi prese nel tempo il nome di “Monacesca”, assunto dal 1966 anche a marchio aziendale quando Casimiro Cifola acquistò i poderi ed iniziò l’opera di piantagione dei primi vigneti e la realizzazione della prima cantina di vinificazione. E’ del 1973 la prima produzione di Verdicchio di Matelica, punto di partenza di una straordinaria avventura in cui dal 1982 Casimiro viene affiancato da suo figlio Aldo, attuale patron dell’azienda, con il supporto del quale si incrementano ulteriormente gli sforzi per migliorare tecnicamente qualsiasi aspetto qualitativo permetta di esaltare al meglio le caratteristiche del nostro fantastico vitigno principe.
Nel corso degli anni vengono acquistati altri appezzamenti adiacenti fino a costituire la superficie attuale, si impiantano nuovi vigneti di Verdicchio ed altri vitigni internazionali (Chardonnay), per arrivare al 1994, anno in cui si decide di mettere a dimora in Contrada Valle un nuovo vigneto di uve rosse, composto da Sangiovese Grosso e Merlot.
L'attuale produzione si aggira intorno alle 160.000 bottiglie annue, destinate esclusivamente alla ristorazione ed ai negozi specializzati in Italia ed all’Estero, prodotte sempre con la medesima maniacale cura ed attenzione da più di trentacinque anni.
Il lavoro nelle vigne, gli sforzi nell’elaborazione di cantina sono e saranno sempre improntati a far sì che coesistano in ogni bicchiere di vino un gusto ed un profumo unico ed irripetibile, perchè unica ed irripetibile è la terra, con una profonda armonia ed eleganza di cui tutti possano apprezzare e godere.

Librandi

La cantina Librandi da quattro generazioni è una tenace sostenitori della terra della Calabria orientale, della sua ricchezza e di quello che ha rappresentato, rappresenta e soprattutto di quanto rappresenterà in futuro per il mondo del vino.
Sono partiti dalla tradizione, dal Gaglioppo, dal Greco e dalla grande quantità di varietà autoctone presenti sul territorio. Sono partiti dall’alberello e dai portainnesti storicamente usati in zona, oltre che dagli insegnamenti di esperti viticoltori la cui abilità affonda le radici nei secoli di storia viticola del Cirotano.
Si sono poi rivolti ai massimi esperti del settore viticolo ed enologico, poiché un minuzioso lavoro di ricerca fissa, conserva ed esalta il patrimonio viticolo di cui la cantina è artefice.

Dal 1993 ad oggi, Librandi conta ben 6 tenute ed un totale di ettari vitati pari a 232.

Marchesi Antinori

La Famiglia Antinori si dedica alla produzione vinicola da più di seicento anni: da quando, nel 1385, Giovanni di Piero Antinori entrò a far parte dell'Arte Fiorentina dei Vinattieri. In tutta la sua lunga storia, attraverso 26 generazioni, la famiglia ha sempre gestito direttamente questa attività con scelte innovative e talvolta coraggiose ma sempre mantenendo inalterato il rispetto per le tradizioni e per il territorio.
Le tenute dei Marchesi Antinori sono dislocate in varie aree della Toscana e dell'Umbria. Nella zona del Chianti Classico si trovano la tenuta Tignanello, Badia a Passignano, Pèppoli e San Casciano, coltivati con la varietà tipica di questa zona, il Sangiovese, insieme alle altre che storicamente gli vengono affiancate: il Canaiolo, il Ciliegiolo, il Colorino, la Malvasia nera, il Mammolo. Una piccola parte è dedicata anche a vitigni internazionali, il Cabernet Sauvignon e Franc. Poi, Pian delle Vigne è localizzata nei pressi di Montalcino; la tenuta Guado al Tasso nelle vicinanze di Bolgheri; Castello della Sala ad Orvieto ed il quartiere generale di famiglia, Tenuta Montenisa, a Franciacorta (FI).

Marchesi Mazzei

Sin dall'XI secolo un connubio indissolubile unisce la famiglia Mazzei alla Toscana e al vino. Ser Lapo Mazzei è l’autore nel 1398 del primo documento conosciuto per l’uso della denominazione “Chianti” e nel 1435, quando sua nipote Madonna Smeralda Mazzei sposa Piero di Agnolo da Fonterutoli, la tenuta diventa patrimonio di famiglia. Da allora, da 24 generazioni, i Mazzei producono vino al Castello di Fonterutoli che, pur con le recenti espansioni, a tutt'oggi rimane il cuore pulsante della compagnia.
La famiglia Mazzei produce vini unici con spirito e passione che si rinnovano di generazione in generazione. A Fonterutoli, come a Belguardo e a Zisola vive la stessa filosofia che punta alla valorizzazione dei vitigni autoctoni quale espressione dell’identità di un territorio, nel rispetto della diversità e della natura, con un’agricoltura sostenibile e accorgimenti attenti al delicato equilibrio idrogeologico per preservare il suolo dall’erosione e massimizzare la riserva di acqua nei terreni.

Marco Mosconi

La cantina Marco Mosconi si trova nella Valle d’Illasi abbracciata dalle splendide colline ornate da vigneti, oliveti e ciliegi. Un territorio caratterizzato da storia, arte, cultura ed enogastronomia.
Il particolare microclima della Valle d’Illasi ha permesso alla vigna di trovare le condizioni ideali per radicarsi e lo sviluppo della tecnica dell’appassimento delle uve per la produzione dei vini Amarone e Recioto.
In questa meravigliosa cornice paesaggistica sono dislocati i vigneti da cui vengono prodotti i vini delle denominazioni del Soave e della Valpolicella.
Le tipologie di terreno su cui sono coltivate le vigne sono due: sedimenti alluvionali calcarei a tessitura limosa, sabbiosa e ghiaiosa e marna calcarea.
L’estensione della proprietà è di circa 8 ettari coltivati a vigneto, principalmente allevati a pergola veronese, con un’età media di circa 40 anni.
Viene praticato un sistema di agricoltura, in grado di rispettare la terra e tutti gli esseri viventi, giusta via per ottenere uve e vini autentici. Gli obiettivi dell'azienda agricola Marco Mosconi sono quindi la ricerca di un equilibrio con l’ambiente e il rispetto dei cicli naturali.

Marzadro

Sono gli anni del dopoguerra quando inizia la storia della distilleria Marzadro a Nogaredo nel Trentino. Sabina Marzadro volle concretizzare il suo sogno di fondare una distilleria usando le vinacce che popolavano i cortili delle case dei vignaioli. L'entusiasmo di Sabina contagia subito anche il fratello Attilio, abile ed esperto agricoltore. Nel 1949, comincia la prima vera e propria distillazione della grappa e la consapevolezza che per farsi conoscere nel mondo delle distillerie era fondamentale produrre Grappa di qualità a prezzi contenuti.
Nel 1960, Sabina lasciò la conduzione della distilleria al fratello Attilio che con la moglie Teresa e successivamente con i sei figli, continua la produzione di grappa. Nel 1975, la distilleria Marzadro ha una grande intuizione: la grappa fatta da mono-vitigno; in particolare da vinacce di uva Marzemino provenienti dalla zona del paese di Isera.
Oggigiorno la produzione di grappa di qualità continua con il nuovo impianto di distillazione, di forma circolare e composto da 8 alambicchi a Bagnomaria: una foresta di rame illuminata dalla cupola in vetro che la sovrasta. Efficiente e di grandi dimensioni, realizzato artigianalmente come la tradizione insegna.

Mastroberardino

Mastroberardino è una famiglia che ha saputo sviluppare un territorio
fino a ricavarne vini rossi e vini bianchi conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo.
La famiglia Mastroberardino vive il contesto socioculturale vitivinicolo da oltre due secoli, in base alle più attendibili ricostruzioni storiche. Le prime tracce della presenza in Irpinia risalgono al catasto borbonico, a metà del Settecento, epoca in cui la famiglia elesse il villaggio di Atripalda a proprio quartier generale, ove sono tuttora situate le antiche cantine, e lì ebbe origine una discendenza che legò indissolubilmente le proprie sorti al culto del vino. Dieci generazioni, da allora, hanno condotto le attività di famiglia, tra alterne vicende, come sempre accade nelle storie delle imprese familiari di più antica origine.
Le tenute sono localizzate in Irpinia, culla di tre DOCG: Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi, distribuite nelle varie aree del territorio con l’obiettivo di preservarne l’identità ed assicurare la salvaguardia prima, la continuità e lo sviluppo poi, della viticultura autoctona.

Michele Biancardi

La cantina Michele Biancardi è situata in una masseria nella campagna pugliese, a poca distanza dal mare. Il paesaggio è quello tipico della Daunia.
Quattro sono i vitigni coltivati da questa cantina: il nero di Troia, il fiano, il primitivo e il minutolo. Tutti vitigni della tradizione in grado di produrre vini sapidi e corposi.
La vendemmia inizia verso la fine di agosto con il primitivo e termina ad ottobre inoltrato con il nero di Troia: tre mesi di attese, speranze, ma il sole, il vento che arriva dal mare non mancano mai.
La tecnologia è ridotta al minimo, e, grazie ai pannelli solari, la masseria produce più ossigeno di quanto ne consumi. Sono usate le botti di legno con moderazione e l’acciaio per raffreddare quando l’estate si fa troppo calda.
Tutto il lavoro necessario, dalla coltivazione all’imbottigliamento, si svolge all’interno dell’azienda agricola, tra gli antichi muri tornati alla loro funzione originaria.

Moët & Chandon

Moët & Chandon è l’emblema del successo e del glamour fin dal 1743, anno in cui La Maison fu fondata da Claude Moët. Questi sono i valori condivisi ed è in nome di questi valori che il nipote del fondatore, Jean-Rémy Moët, ha voluto condividere lo champagne prodotto da questa cantina con il mondo. Un uomo dotato di un forte senso del successo e di grande carisma: è a lui che si deve la fama di champagne più amato al mondo.
La storia di Moët & Chandon ha inizio nel cuore della regione dello champagne, dove si trovano le tenute più estese della area, tra vigneti di un verde lussureggiante, culla dello champagne più amato al mondo. Conta attualmente circa 1150 ettari di ricco terreno calcareo, il 50% è rappresentato da grands crus e il 25% da premiers crus.
Poiché i grappoli che conferiscono al vino il suo inconfondibile aroma, il Pinot Nero, il Pinot Meunier e lo Chardonnay, provengono da vigneti sparsi in tutte le cinque principali aree della Champagne, questa cantina ha il lusso della scelta e il lusso di selezionare il meglio.

Perrier-Jouët

La storia di questa rinomata maison comincia nel 1811, quando Pierre-Nicolas Perrier e Adèle Jouët si unirono in matrimonio, gettando le basi per la nascita della Maison Perrier-Jouët. Guidata fin dall'inizio dai principi della precisione e dell'esigenza, Perrier-Jouët fu pioniera nell'ambito della tracciabilità e nella lotta alla contraffazione, divenendo la prima Maison de Champagne a far figurare l'annata dei millesimati sulle proprie bottiglie. Se la vendemmia, come talvolta è accaduto, non si dimostra all'altezza delle esigenze della Maison, la produzione del millesimato non viene autorizzata: la qualità è sempre la priorità assoluta e non c'è spazio per i compromessi.
Alcuni vini, frutto di annate particolarmente adatte, vengono scelti e lasciati maturare nel silenzio delle cantine. Ciascuno di essi possiede un carattere singolare, ma tutti, senza eccezione, incarnano l'eccellenza dei vigneti Perrier-Jouët. Le cantine, vero e proprio Eden, custodiscono, insieme ad altre cuvée d'eccezione, il più antico millesimato della Maison, un Perrier-Jouët 1825. In maniera del tutto naturale, la ricerca della perfezione conduce da sempre Perrier-Jouët sulle tavole più prestigiose. Nelle corti reali, come quelle di Napoleone III o della regina Vittoria. O in quelle principesche. Champagne preferito della principessa Grace di Monaco, il Perrier-Jouët Belle Epoque, con la sua iconica bottiglia decorata da anemoni, accompagna il Bal de la Rose ormai da molti anni.

Re Manfredi

La cantina Terre degli Svevi - Re Manfredi, facente parte del Gruppo Italiano Vini S.P.A., inizia la propria attività nel 1998 a pochi chilometri a sud-est da Venosa, nel cuore della zona di produzione dell’Aglianico del Vulture DOC.
La cantina è dedicata a Manfredi di Svevia, figlio illegittimo dell'imperatore Federico II e di Bianca Lancia, che in questa zona ebbe i natali nel 1232.
I 120 ettari di vigneti, coltivati a Guyot e a cordone speronato, sono localizzati alle pendici del monte Vulture, un vulcano non più attivo già da epoche protostoriche, che ha plasmato le caratteristiche fisiche del terreno. L'altitudine media alla quale si trovano la maggiorparte delle vigne è di 420 metri sul livello del mare.
La lava delle antiche eruzioni del Vulture si è mischiata con il suolo ricco di argilla, azoto, calcio e tufo, dandoci oggi un terroir specifico ed unico che dona ai vini una particolare mineralità e sapidità.

Rivera

Tra le più importanti aziende vinicole italiane troviamo la cantina Rivera, localizzata nel territorio di Andria, all'ombra del massiccio forte di Castel del Monte e tra le colline della Murgia ed il mare Adriatico.
Questa cantina, attualmente guidata dalla famiglia de Corato ed in passato posseduta, fin dai tempi di Federico II di Svevia, dalla nobile famiglia aquilana Rivera, produce esuberanti e strutturati vini rossi con un ottimo rapporto qualità-prezzo.
La cantina Rivera possiede circa 75 ettari di vigneti per lo più coltivati su terreni calcareo-tufacei e calcareo-rocciosi, tipici dell’Alta Murgia, secondo metodi di agricoltura sostenibile. I vigneti risultano
allevati a guyot ed a cordone speronato, con una elevata densità di viti per ettaro, ma con una bassa produzione per unità.
Le cantine storiche sono destinate all’affinamento dei vini rossi strutturati all'interno di grandi botti in rovere francese da 3.000 litri, di Slavonia da 5.500 litri ed in oltre 400 barriques di rovere francese. Nelle cantine più moderne, dedicate alla conservazione dei vini bianchi, rosati e rossi più giovani, sono presenti vasi vinari in cemento vetrificato e serbatoi in acciaio inox di piccole dimensioni.

Ruggeri

La cantina Ruggeri fu fondata nel 1950 da Giustino Bisol ed inizialmente era localizzata in un piccolo spazio nella frazione di Santo Stefano di Valdobbiadene. Nei primi anni novanta, si stabilì in un nuovo, ampio e razionale stabilimento, in grado di accogliere e lavorare quasi 30.000 quintali di uve.
Le uve del Prosecco Superiore DOCG sono tradizionalmente conferite da un centinaio di viticoltori. Quasi tutti possiedono vigneti nel comune di Valdobbiadene e 25 dispongono anche di uve di Cartizze.
In particolare, la cantina Ruggeri possiede un piccolo vigneto di Cartizze e 20 ettari nel vicino Montello, 12 dei quali vitati a Pinot Grigio e Glera, da cui tradizionalmente si ottiene il Prosecco. Circa un ettaro è dedicato alla Recantina, antico vitigno autoctono a bacca rossa recuperato dopo un lungo lavoro con l’Istituto sperimentale per la Viticoltura di Conegliano.

Tenuta di Fiorano

La Tenuta di Fiorano, situata a ridosso dell’Appia Antica e dell’aeroporto di Ciampino, con i suoi vini, Fiorano Rosso e Fiorano Bianco, e la sua storia così ricca di idee innovative e di qualche mistero, è di proprietà del Principe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi.
La fama della Tenuta di Fiorano è anche legata alla figura del Principe Alberico Boncompagni Ludovisi, personaggio che il tempo ha avvolto da meritata leggenda. Tra gli anni ’40 e ’50 del secolo scorso Alberico si appassionò alla produzione del vino e scelse, pioniere in Italia, di impiantare cabernet sauvignon e merlot, malvasia di Candia e uno sconosciuto, per l’epoca, sémillon.
Ad Alberico successe Alessandrojacopo che oggi è alla guida di una Tenuta di circa 200 ettari di terreni comprendente vigneti, uliveti, terreni seminativi e pascoli.

Tenuta Langasco

Da oltre tre generazioni nella Tenuta Langasco ci si occupa di viticoltura, prima sulle colline di Mango, comune nel cuore della zona del Moscato d’Asti e dopo sulle colline di Alba, a Madonna di Como.
Nel 1979 è stata acquistata la cascina Langasco, un'azienda dalla bellissima esposizione e struttura.
Attualmente la Tenuta Langasco dispone di 25 ettari, di cui 22 di vigneto con una esposizione totale a sud sud-ovest, e produce circa 50.000 bottiglie annue.
La filosofia di questa cantina si basa sulla convinzione che la monocultura e la specializzazione siano le uniche strade percorribili per una moderna viticoltura e la via migliore per ottenere un prodotto di alta qualità con tecnologie d’avanguardia sia tra i filari che in cantina.
Quindi, seguendo le varie fasi di maturazione dell’uva, facendo delle vendemmie verdi nel mese di luglio, controllando la vinificazione con pressature soffici per le uve bianche e fermentazioni a temperatura controllata, viene garantito al consumatore la totale genuinità e buona qualità del prodotto.
Zona vocata per le varietà delle uve Dolcetto, Barbera e Nebbiolo, i vigneti trovano esposizioni e microclima ideali per un'ottima maturazionne che insieme ai terreni misto calcarei e sabbiosi danno ottime strutture ma anche profumo ai vini.

Valle Vermiglia - Eremo Tuscolano

In località Monte Porzio Catone là dove era ubicata un tempo l’antica necropoli, vivono i generosi vigneti coltivati dall’Azienda Agricola Valle Vermiglia con la passione e l’amore che solamente l’uomo sa generare.
Sulle pendici del monte Tuscolo, ridando vita ai terreni adiacenti l’Eremo camaldolese di Monte Corona, si estende il compendio agricolo, coltivato a vigneto e uliveto che costituisce una splendida cornice al complesso claustrale, da esso distaccato in modo da assicurare il massimo isolamento ai monaci, secondo le rigide regole dell’Ordine.
Il vino Frascati Superiore prende il nome dalla più importante cittadina dell’area di produzione. Si tratta di un vino di antichissima tradizione e che, tra il 1800 e il 1900, era uno dei più conosciuti e apprezzati al mondo.
Questi luoghi sono stati da sempre votati alla produzione del vino, grazie alla loro straordinaria posizione geografica, al clima dolce e alla fertilità del terreno vulcanico.
Fin dall’epoca romana i vigneti vennero coltivati anche all’interno di monasteri ed abbazie. A partire dal Rinascimento e fino a tutto il XIX secolo, anche l’amministrazione pontificia contribuì a diffondere la fama del biondo nettare prodotto nelle colline intorno alla capitale, promulgando prescrizioni e istituendo imposte sul suo consumo, con cui furono finanziati alcuni tra i più conosciuti monumenti di Roma, quali Fontana di Trevi e Piazza Navona.

Velenosi

Dalla ricerca del perfetto equilibrio tra gusto e colore che, nel 1984 ad Ascoli Piceno, nasce la Cantina Velenosi. Gli imprenditori Ercole ed Angela Velenosi hanno coniugato la tradizione artigianale alle tecnologie avanzate, reinterpretando con creatività i processi di vinificazione e dando così vita a un’azienda che ha continuato ad ampliarsi, con l’ingresso di Paolo Garbini nel 2005, e che oggi porta nel mondo intero i profumi e i colori del territorio piceno attraverso vini dal carattere inimitabile.
Oggi, la cantina Velenosi possiede 192 ettari vitati e produce una media annua di ben 2.500.000 bottiglie.

Villa Matilde

I vini Villa Matilde nascono da un'incessante attività di studio e ricerca per l’individuazione dei vitigni che diedero vita ai vini più antichi di questa terra: l’Aglianico e il Piedirosso da cui nasce il Falerno rosso, l’uva Falanghina che dà vita al Falerno bianco. Il richiamo al passato è comunque sempre arricchito da rivisitazioni e modernizzazioni attraverso l’utilizzo di strumenti di ultima generazione. L’innovazione qui non si limita alla tecnologia, è frutto di un pensiero creativo che fa del territorio e degli uomini la propria forza. Nuove vigne e nuovi progetti raccontano, attraverso una gamma di vini in costante crescita, l’identità forte della Campania Felix, dall’Ager Falernus, un'area della provincia di Caserta, sino alle province di Benevento e Avellino. Nel 2000 Villa Matilde ha infatti inaugurato Tenuta Rocca dei Leoni, nel cuore del Sannio beneventano; e, nel 2004, Tenuta d’Altavilla, nel distretto delle Docg irpine, in provincia di Avellino, avviando la produzione di nuovi vini. Villa Matilde punta sulla classe, non produce vini seriali, ma vini d’elite apprezzati da chi di vino se ne intende per cultura o per passione.

Vite Colte

Vite Colte è l’arte di coltivare la vite. Una conoscenza che nasce dal dialogo tra mondi e generazioni diverse: da una parte i saperi contadini, l’esperienza, la tradizione, la passione tipicamente piemontese per il lavoro accurato; dall’altra la ricerca e la conoscenza scientifica.
Al progetto Vite Colte partecipano centottanta viticoltori che coltivano trecento ettari, una parte dei quali in conversione a biologico, gli altri in gestione integrata.
Si vendemmia alla data stabilita e si vinifica secondo rigorosi protocolli, dedicando al vino tutte le attenzioni che la ricerca dell’eccellenza richiede.
C’è tutto quel che serve per ottenere ottimi vini: un vasto patrimonio di vigneti, che vuol dire poter scegliere il meglio; viticoltori motivati ed esperti; impianti enologici moderni, la tecnologia necessaria a preservare e valorizzare la qualità dell’uva; una squadra tecnica di primordine coordinata da Daniele Eberle in vigneto e da Bruno Cordero in cantina.

Telefono: 0689237232
Roma, 00165
Via Innocenzo XI, 48