L’accostamento vino-cibo che non ti aspetti

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L’accostamento vino-cibo che non ti aspetti

Il pranzo della domenica

Pranzo della domenica e, con ritmi sempre frenetici e pizzette di dubbio gusto acquistate qua e là e sbocconcellate in tutta fretta più per fame che per gusto, concediamocelo con tutti i crismi e con l’attenzione e la calma che necessita.
Torniamo a noi, dicevamo, pranzo della domenica, fuori il cielo è grigio, si è alzato il vento e di lì a poco avrebbe cominciato a piovere. Si mette tutto in tavola:

  • pane fresco fatto in casa, mezzo chilo di farina integrale lasciato lievitare per 1 ora e mezzo (meglio di più, ma con un neonato in casa non si può certo sperare di fare quel che si vuole);
  • spaghetti con le vongole lasciate attaccate al guscio che è più divertente poi mangiarle staccandole con i denti. Già qui si esce dal canone domenicale che predilige sugo e carne, ma a noi ci piace variare. Inoltre, il pane sopra citato è risultato ottimo per la scarpetta del sughetto di vongole;
  • infine, il vino bianco che non t’aspetti. Non perché non ne conoscessimo la bontà, ma perché un bianco umbro non è il primo pensiero che ti viene in mente da accostare ad uno spaghetto con le vongole.

In genere, con un primo di questo tipo si opta per i classici ed intramontabili vitigni campani, una falanghina o un greco di tufo, oppure vini con una certa intensità aromatica come il sauvignon e lo chardonnay.


Noi, invece, cercavamo qualcosa di fresco, ma che fosse un tantino più alcolico con i suoi 13,5%. Dicevamo all’inizio, infatti, che si parla del pranzo della domenica e quindi ci si deve concedere qualcosa di più ed i vinelli leggeri li lasciamo a chi ha sempre fretta ed a passo svelto passa davanti le vetrine delle enoteche, magari con una lattina di coca cola in mano non fosse mai che si ubriachi troppo (che poi la vendiamo pure noi perché ci piace contraddirci).

Il bianco umbro che accompagna le vongole

Bene, ma parliamo più in dettaglio di questo bianco umbro che accompagna le vongole: Umbria Bianco IGT “Arquata” della cantina Adanti.
Alla vista si presenta giallo paglierino tenue. Al naso si esprime con delicati profumi fruttati e floreali di ginestra e fiori di campo. Al palato risulta avere una buona vena di acidità ed è un vino bianco caldo grazie al suo tenore alcolico. Vivacizzato da note minerali che determinano una piacevole sapidità. Insomma, un ottimo blend di Grechetto e Chardonnay. E poi, che di questi tempi è sempre importante, questo è un ottimo vino sotto i 10€.

Vi invitiamo comunque a scoprire un po’ tutti i vini della cantina Adanti, una delle nostre preferite. Dai rossi potenti come il sagrantino di montefalco ai bianchi minerali ed alcolici.

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